Erogazione arretrati anni 2006-2007 ed onere ex art. 59, comma 4 ACN 15 dicembre 2005.

[omissis] ...gli arretrati disposti ai sensi dell'art. 3 ACN 29 luglio 2009 per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale e dell'art. 3 ACN 29 luglio 2009 per la disciplina dei rapporti con i pediatri di libera scelta, e riferiti agli anni 2006 e 2007, sono erogabili, in considerazione all'effettivo periodo di svolgimento dell'incarico, sia nei confronti degli incaricati a tempo determinato/indeterminato anche se cessati dal servizio, sia in favore degli incarichi provvisori e dei sostituti.

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Per quanto attiene al pagamento entro il massimale, in aderenza alla giurisprudenza consolidata (ex plurimis Cass. civ. Sez. lavoro, 09-06-2008, n. 15144) si segnala "..la insussistenza di un diritto dei medici a qualsiasi trattamento economico in base al regime convenzionale, per le prestazioni sanitarie rese ad assistiti che eccedano il limite del massimale" e che in assenza di una specifica autorizzazione "...sussiste un divieto di prendere in carico altri assistiti oltre un numero prefissato e che pertanto la violazione della norma non può in alcun caso giustificare il conseguimento di un vantaggio economico". Tali considerazioni della Suprema Corte hanno indotto alla formalizzazione di una clausola specifica in ciascun accordo di comparto che, così come evidenziato nella Vs nota, dispone la possibilità di garantire gli incrementi e gli arretrati "..nel limite del massimale del medico, di assistenza primaria o di pediatria, e delle scelte in deroga acquisibili secondo quanto previsto dal rispettivo ACN.

In riferimento alla Vs ultima richiesta si conferma che a far data dal 1 gennaio 2010 il contributo di cui all'art. 59, comma 4, dell'ACN 15 dicembre 2005 per la disciplina dei rapporti con i pediatri di libera scelta, posto a carico del servizio pubblico, cessa di essere riversato all'E.N.P.A.M. e che dalla stessa data il medesimo contributo, dedotti gli oneri previdenziali, è proporzionalmente riversato sulle rispettive quote capitarie sulle quali era in precedenza calcolato (art. 58, lett. A commi 1 e 9).

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