Quesito

Oggetto: Quesito - Convenzione medicina generale.

[omissis]

Risposta

Roma, 31 gennaio 2006

Prot. n. 537/2006

In merito alla nota prot.n. [omissis] questa Struttura chiarisce che l'articolo 4 - Negoziazione Regionale - del vigente ACN impegna le Regioni e le Organizzazioni Sindacali ad intese regionali per la definizione degli aspetti specifici dell'art. 8 comma 2, lettere b, c ed e.

Il successivo articolo 8 - Struttura del Compenso - definisce, d'intesa tra le Regioni e le Organizzazioni sindacali, le politiche che sul compenso si intendono perseguire nell'alveo degli indirizzi del Governo in materia di rinnovo di Convenzioni e Contratti nella pubblica amministrazione (d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165) definendo la natura delle quote che lo costituiscono (comma 2).

Il comma 3 del medesimo articolo 8 definisce, riprendendo l'atto di indirizzo del Comitato di Settore Sanità, i criteri cui le Regioni e le Organizzazioni sindacali concordano di attenersi per realizzare, nel TEMPO, un diverso rapporto tra quote "fisse" e quote "variabili" (70 e 30%) ai sensi dell'art. 8 comma 1, lettera d), del D. L.vo 502/92 come successivamente modificato ed integrato.

La quota a) del comma 2 ripresa nel punto A. altro non può, quindi, rappresentare che la definizione dei compensi così come determinata, a livello nazionale ed in attesa degli accordi regionali, dal successivo ed attuale articolo 59 - Trattamento Economico.

L'articolo 59, in più punti recita "In attesa della stipula dei nuovi Accordi regionali, con risorse attinte ..." definendo risorse certe la cui destinazione potrà variare secondo successivi accordi locali.

In nessun caso l'ACN avrebbe potuto definire l'entità di risorse aggiuntive che le Regioni, nella loro autonomia, potrebbero, con la palese contrarietà della Corte dei Conti, decidere di affiancare alle risorse certe allocate a livello nazionale.

[omissis]