Quesito

Oggetto: Art. 10, comma 1, TABELLA B - incrementi 2010 e comma 3 dell'ACN dd. 09/07/2010 dei Pediatri di Libera scelta: richiesta chiarimenti applicativi.

[omissis]

Risposta

Roma, 1░ settembre 2010

Prot. n. 654/2010

In riferimento al Vs quesito, acquisito con ns protocollo n. [omissis] del [omissis], pari oggetto, questa Struttura rappresenta che nessuna incongruenza pu˛ essere riscontrata sulle clausole negoziali in oggetto.

Infatti, la citata tabella B rappresenta in modo schematico l'incremento disposto dal 1 gennaio 2010 sulla quota capitaria ex art. 58, lett. A, comma 9 in base alle disposizioni finanziarie riconosciute dalle Regioni per il rinnovo del biennio economico 2008-2009.
La clausola contenuta invece al successivo comma 3 del medesimo articolo 10 "aumenti contrattuali" Ŕ stata disposta dalle parti contraenti al solo scopo di chiarire il valore finale del compenso aggiuntivo annuo corrisposto ai pediatri di libera scelta per ciascun assistito in carico che non abbia compiuto il sesto anno di etÓ ai sensi del giÓ citato art. 58, lett. A, comma 9 ACN 15 dicembre 2005 e s.m.i.

Pertanto quest'ultima quota capitaria, nel suo valore decorrente dal 1 gennaio 2010 risulterÓ composta da 13,50 euro (tredici/50) come disposto dall'art. 15, comma 3 dell'ACN 29 luglio 2009, cui vanno sommati gli importi derivanti dall'applicazione dell'art. 18, comma 2 ACN 29 luglio 2009 e pari a 0,03 euro (zero/03) e gli incrementi quantificati nella tabella B appunto pari a 4,40 euro (quattro/40).

Per cui a  far data dal 1 gennaio 2010 l'importo da corrispondere ai pediatri di libera scelta ai sensi del vigente art. 58, lett A, comma 9 dell'Accordo Collettivo Nazionale risulterÓ pari ad euro 17,93 (diciassette/93) come ribadito dall'art. 10, comma 3 ACN 8 luglio 2010.

Si ricorda infatti che con l'accordo da ultimo ratificato (art. 11 ACN 8 luglio 2010) si Ŕ sancita, a totale assorbimento delle risorse economiche ivi previste, l'abrogazione dell'art. 59, comma 5bis dell'ACN 15 dicembre 2005 e s.m.i. (comma introdotto appunto dall'art. 18, comma 2, ACN 29 luglio 2009) che prevedeva il proporzionale riversamento sulle rispettive quote capitarie sulle quali era in precedenza calcolato (capitarie art. 58, lett. A, commi 1 e 9) del contributo posto a carico del servizio pubblico per la stipula di apposite assicurazioni per far fronte al pregiudizio derivante dagli eventi di malattia.

Ci˛ ha determinato un ricalcolo delle quote ex art. 58, lett. A commi 1 e 9 comportante dunque un computo rispettivo di 0,22 euro (zero/22) e appunto di 0,03 euro (zero/03).

[omissis]