Quesito

Oggetto: quesiti relativi all'applicazione dell'ACN 2010.

Premettendo che la Regione [omissis] ha sottoscritto l'Accordo integrativo regionale di Assistenza Primaria in data 11/08/2010 (e pubblicato l'accordo [omissis] in data 10 ottobre 2010) e l'accordo integrativo di pediatria in data 19 aprile del 2011 (e pubblicato il 22 luglio 2011),
sottoponiamo all'attenzione di codesta Struttura alcuni quesiti relativi all'applicazione dell' ACN 2010, in particolare all'art. 8 per l'assistenza primaria e all'art. 10 per la pediatria.

1 . Assistenza primaria:

a) per il periodo che va dal 1 gennaio 2010 alla data di pubblicazione dell'accordo, gli 0,81 euro/assistito citati nel comma 2 e richiamati nel comma 12,
1) devono essere comunque corrisposti, anche a posteriori, ai MMG, ovvero
2) devono essere considerati come interamente a disposizione delle Regioni per l' AIR, e quindi in caso di accordo - quale che sia la data di sottoscrizione - non devono essere aggiuntivamente corrisposti?

b) dalla data di pubblicazione dell'accordo, essendo tale quota destinata, secondo il comma 2, ai "relativi accordi decentrati",
1)  devono essere utilizzati per l'accordo - che complessivamente in Sicilia ha visto un investimento annuo superiore ai 10 mln di euro - anche se non specificamente richiamati nell'AIR, e quindi considerati come contributo alla realizzazione dell'AIR (quindi da non corrispondere aggiuntivamente a quanto concordato nell'AIR), ovvero
2)  devono essere corrisposti ai MMG, legandoli eventualmente a qualche attività (sebbene definita a posteriori)?

2. Pediatria:

Valgono gli stessi dubbi espressi per l'AIR per l'Assistenza Primaria. A differenza di quest'ultimo, l 'AIR di Pediatria è stato siglato oltre - seppur di pochi giorni - i 9 mesi previsli dall'art. 6.

Inoltre avendo la Regione siglato degli accordi (nel 2009) ove si riconoscevano ai PLS delle percentuali maggiori di associazionismo e di collaboratore di studio rispetto ali' AIR vigente, si può considerare utilizzato per il 2010, per tali incrementi l' 1,54 euro destinato appunto agli accordi decentrati?

Infine, i vincoli definiti dalla finanziaria comportano unblocco sugli incrementi previsti dagli accordi nazionali e regionali?

[omissis]

Risposta

Roma, 13 novembre 2012

Prot. n. 762/2012

Si fa seguito alla Vs nota prot. n. [omissis] del [omissis] per rappresentare che questa Struttura, in ottemperanza a quanto imposto dall'art. 46, comma 1 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 ed allo scopo di assicurare l'uniforme applicazione delle clausole negoziali sul territorio nazionale, provvede a fornire chiarimenti alle Amministrazioni in merito alle disposizioni negoziali contenute nell'Accordo Collettivo Nazionale.

In particolare si rappresenta che ai sensi dell'art. 8, comma 2, ACN 8 luglio 2010 per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale "le Regioni, per i relativi accordi decentrati potranno contare su una quota per assistito/ora, al netto degli oneri previdenziali e fiscali a carico dell'azienda, pari ad euro 0,81 (zero/81) per l'assistenza primaria, euro 0,26 (zero/26) per la continuità assistenziale, per l'emergenza sanitaria territoriale e per la medicina dei servizi."

Ne discende che le quote annue individuate dall'art. 8, comma 2 dell'ACN 8 luglio 2010, rappresentano, ovviamente, risorse integralmente a disposizione delle regioni, con decorrenza dal 1 gennaio 2010, per il finanziamento degli AIR. Il criterio di ripartizione di tali risorse è rimesso alle scelte regionali codificate nell'Accordo decentrato.

Non ha alcuna valenza giuridica, normativa e regolamentare quindi la differenziazione tra risorse riferite a periodi ex ante ed ex post la data di pubblicazione dell'accordo regionale in quanto esse, unitariamente intese, condividono analoga destinazione di finanziamento della contrattazione decentrata in base all'Accordo Collettivo Nazionale.

I 9 mesi a disposizione delle parti regionali per addivenire ad un accordo decentrato rappresentano unicamente un vincolo nella quantificazione delle disponibilità finanziarie le quali, decorso infruttuosamente il termine,  sono riconosciute previa riduzione 10% a norma dell'art. 6, comma 2,  dell'ACN 8 luglio 2010.

Si conferma che le disposizioni di legge vigenti, in particolare l'art. 9 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e l'art. 16, comma 1, lett. b e comma 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111, che di recente ha subito anche una ricognizione interpretativa ad opera dell'art. 15, comma 25, primo capoverso, del D.L 6 luglio 2012, n. 95 convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, dispongono il blocco della contrattazione nazionale ed una limitazione al finanziamento dei rinnovi contrattuali riferiti al biennio 2008-2009 i quali non possono determinare aumenti retributivi complessivi superiori al 3,2%.

Il quadro appena delineato, chiarisce di per se che il contesto in cui va operato l'inquadramento dell'Accordo Integrativo Regionale dei comparti in rapporto di convenzionamento con il SSN (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialistica ambulatoriale, veterinaria ed altre professionalità) non può essere ovviato in alcun modo da eventuali clausole negoziali difformi (o da eventuali omesse indicazioni), le quali sarebbero comunque inefficaci a norma delle predette disposizioni di legge.

Tali considerazioni valgono per l'intero settore in rapporto di convenzionamento con il SSN e quindi anche per l'area contrattuale della pediatri di libera scelta.

Nella fattispecie più analiticamente prospettata, l'AIR sottoscritto, pur essendo intervenuto in ritardo (11 giorni) rispetto al termine previsto, deve poter dispiegare efficacemente i propri effetti in quanto autonoma scelta delle parti negoziali contraenti le quali hanno sancito, comunque, un libero accordo sulla destinazione delle risorse disponibili.

Non sussiste la possibilità di dichiarare la non agibilità dell'AIR per difetto del rispetto del termine imposto dall'ACN, ciò non è certamente tra le prerogative della Scrivente né nello spirito della clausola nazionale in esame predisposta allo scopo di favorire la contrattazione decentrata e non di limitarla; occorrerebbe, in caso contrario, disconoscere l'esistenza di una autonomia regolamentare a livello regionale in capo alle parti contraenti (Regione e OO.SS. Rappresentative localmente) che liberamente sono addivenute ad un accordo (pur consapevoli del ritardo) e quindi optare in merito all'attribuzione delle risorse disponibili tramite le previsioni dell'AIR ovvero rendendo operativa la disposizione nazionale (art. 6, ACN 8 luglio 2010 per la disciplina dei rapporti con i pediatri di libera scelta); per tutte le motivazioni prospettate, non è comunque possibile la duplicazione delle risorse.

[omissis]