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4, comma 2 (763/2016)


Quesito

Oggetto: Atti di programmazione volti alla istituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali degli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (Biologi, Chimici e Psicologi) ambulatoriali - Accordo Collettivo Nazionale 17.12.2015.

Il Documento Integrativo dell'atto di indirizzo per la medicina convenzionata deliberato in data 12 febbraio 2014, approvato in data 13 aprile 2016, definisce l'Aggregazione Funzionale Territoriale il modello organizzativo territoriale mono - professionale in ambito distrettuale finalizzato all'erogazione dell'assistenza da parte dei medici del ruolo unico delle cure primarie, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali ed alla realizzazione di specifici programmi e progetti assistenziali.

L'art. 4, comma 2 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie ambulatoriali, reso esecutivo in data 17.12.2015, prevede che le Regioni, entro sei mesi dall'entrata in vigore del citato A.C.N, definiscono gli atti di programmazione volti a istituire le nuove forme organizzative (AFT - UCCP).

L'art. 4, comma 3 del predetto Accordo dispone che la attuazione di quanto previsto dal precedente comma deve avvenire a seguito dei nuovi Accordi Integrativi Regionali, volti a sostituire quelli in atto, da perfezionarsi entro dodici mesi decorrenti dalla definizione dei suddetti atti di programmazione, termine oltre il quale la Regione, in mancanza di sottoscrizione di un accordo finalizzato ad attuare quanto previsto al comma 2, provvede unilateralmente a sospendere la parte economica integrativa degli accordi regionali e a disporne l'accantonamento fino alla sottoscrizione del nuovo Accordo Integrativo Regionale.

Ciò premesso, questa Amministrazione ha ritenuto di dover provvedere in prima istanza all'attivazione delle procedure relative alla definizione degli atti di programmazione volti alla istituzione delle AFT degli specialisti ambulatoriali, e di rimandare l'attivazione delle procedure relative alla definizione degli atti di programmazione delle UCCP all'approvazione dei nuovi Accordi Collettivi Nazionali di Medicina Generale e di Pediatria di Libera Scelta.

In atto questo Assessorato ha quasi ultimato la stesura del decreto assessoriale di approvazione degli atti di programmazione delle AFT degli specialisti ambulatoriali, prevedendo, tra l'altro, la individuazione in ambito distrettuale di una Aggregazione Funzionale Territoriale per ciascuna Branca specialistica od Area professionale di cui all'Allegato 2 dell'A.C.N. 17.12.2015, già attiva in detto ambito ed in cui operino almeno due specialisti ambulatoriali.

L'unico punto sul quale permane qualche perplessità applicativa è quello relativo alla previsione di cui all'art. 6, comma 1, dell'A.C.N. 17.12.2015, che così recita: "Dalla istituzione della AFT il coordinatore distrettuale di cui all'art. 3 - sexies, comma 2 del D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni è sostituito dal referente di AVE, senza nuovi ed ulteriori oneri a carico dell'Azienda. Con la medesima decorrenza il coordinatore aziendale, qualora previsto da norme regionali, è sostituito dal referente di AFT, senza nuovi ed ulteriori oneri a carico dell'Azienda. Tali sostituzioni vengono effettuate secondo modalità definite a livello regionale".

L'art. 3 - sexies, comma 2 del D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e s.m.i. prevede che il direttore di distretto si avvale di un ufficio di coordinamento delle attività distrettuali, composto da rappresentanti delle figure professionali operanti nei servizi distrettuali. Sono membri di diritto di tale ufficio un rappresentante dei medici di medicina generale, uno dei pediatri di libera scelta ed uno degli specialisti ambulatoriali convenzionati operanti nel distretto.

Le perplessità applicative nascono dalla difficoltà di armonizzare la previsione di cui al citato art. 6, comma 1 A.C.N. vigente (ai sensi del quale, si ribadisce, dalla istituzione della AFT il coordinatore distrettuale è sostituito dal Referente di AFT) con la individuazione di tanti Referenti di AFT di specialistica ambulatoriale quante sono le Branche specialistiche od Aree professionali
già attive in ambito distrettuale.

Non è chiaro, infatti, come, a fronte di una molteplicità di Referenti di AFT di specialistica ambulatoriale, debba essere individuato quello che andrà a sostituire il coordinatore distrettuale.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di demandare a livello regionale la individuazione dei criteri per la scelta del Referente di AFT con cui sostituire il coordinatore distrettuale.

Alla luce delle perplessità sopra  rappresentate, si invita la S.V. a voler fornire autorevole parere nel merito della questione.
Si rappresenta l'urgenza, stante i termini contrattuali entro i quali occorre procedere all'approvazione dei predetti atti di programmazione.

[omissis]

Risposta

Roma, 4 novembre 2016

Prot. n. 763/2016

Con riferimento Vs. richiesta di chiarimento del [omissis], pari oggetto, prot. n. [omissis], si rappresenta che questa Struttura, in ottemperanza a quanto stabilito dall'art. 46, comma 1 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, in combinato disposto con l'art. 52, comma 27 della L. 27 dicembre 2002, n. 289, allo scopo di garantire l'omogenea applicazione della disciplina negoziale, risponde ai quesiti inerenti alle clausole negoziali controverse, posti per iscritto dai competenti uffici degli assessorati Regionali alla Salute o dalle OO.SS. nazionali rappresentative e firmatarie degli AACCNN, per il tramite di pareri di carattere generale.

In primo luogo, si evidenzia che il presente parere corrisponde relativamente alla Vs. richiesta circoscritta all'Accordo Collettivo Nazionale del 17 dicembre 2015 per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali e pertanto unicamente nei confronti degli atti di programmazione volti alla istituzione delle AFT degli specialisti ambulatoriali; non potrebbe essere altrimenti, peraltro, in considerazione del non avvenuto perfezionamento degli altri accordi collettivi nazionali del settore medico in rapporto di convenzionamento col SSN (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta).

Con riguardo, inoltre, alla predisposizione da parte di codesto Assessorato degli atti di cui trattasi, pur non volendo né potendo entrare nel merito della programmazione regionale, si coglie l'occasione per chiarire che le AFT di cui all'art. 1 del D.L. 13 settembre 2012, n. 158 convertito, con modificazioni, nella L. 8 novembre 2012, n. 189 sono forme organizzative mono-professionali e che il carattere della mono-professionalità afferisce alla intera categoria degli specialisti ambulatoriali convenzionati, intesa nella pluri-disciplinarietà specialistica la quale non è limitata alla singola branca.

Proprio in forza di tale assunto, non può essere costituita una Aggregazione Funzionale Territoriale per ogni branca specialistica o area professionale presente ed attiva poiché non si tratta della medesima fattispecie e non è possibile una sovrapposizione del modello organizzativo assistenziale previsto per legge (AFT - UCCP) con il sistema di coordinamento delle branche specialistiche.

Invero, il nuovo modello organizzativo previsto dal Legislatore è inconciliabile con un gruppo monodisciplinare in cui operano anche solo due specialisti, ma afferisce ad aggregazioni funzionali di medici che, a prescindere dalla branca specialistica di appartenenza, condividono in forma strutturata obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi (art. 5, comma 1 ACN).

Tutto questo premesso, si rappresenta che in riferimento alla clausola negoziale ritenuta di controversa applicazione, il testo contrattuale prevede in maniera non equivoca che dalla sostituzione del coordinatore distrettuale di cui all'art. 3-sexies, comma 2 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, nonché del coordinatore aziendale, se previsto da norme regionali, con il referente di AFT di cui all'art. 6, comma 1 del vigente citato Accordo, in nessun modo possano scaturire nuovi ed ulteriori oneri a carico dell'Azienda; ciò in ossequio al limite invalicabile entro il quale si è dovuta muovere la contrattazione ai sensi della citata L. 189/2012, che dispone l'adeguamento degli accordi collettivi nazionali e la stipula dei relativi  accordi regionali attuativi senza ulteriori oneri per la finanza pubblica. La sostituzione del coordinatore distrettuale e di quello aziendale, se previsto, decorrono a far data dalla istituzione delle AFT.

Pertanto la successiva problematica sollevata dal quesito pervenuto in merito alla difficoltà di individuazione di tanti referenti di AFT quante sono le branche specialistiche a fronte del limite indicato al comma 1 dell'art. 6 del vigente ACN, non è attuale e non può scaturire dalle determinazioni assunte dal vigente ACN.

È di tutta evidenza, quindi, che la regione dovrà definire gli atti di programmazione volti a istituire le AFT e con esse i relativi referenti, nel pieno rispetto della legge e in coerenza con i contenuti dell'ACN.

[omissis]


(Data di pubblicazione 10/05/2017)

 
 
 


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